Olbia è la principale porta di accesso alla mitica Costa Smeralda e altresì il primo scalo in Sardegna per traffico passeggeri (oltre tre milioni) e merci trasportate sui traghetti (oltre cinque milioni), e uno dei più importanti scali passeggeri del Mediterraneo, favorito da una posizione geografica strategica attestata da una storia millenaria.
Le prime testimonianze della presenza umana nel territorio Olbiese risalgono al Neolitico e proprio sull’Isola di Tavolara di fronte al porto di Olbia, nella Grotta del Papa si trovano interessanti incisioni rupestri su ocra rossa risalenti al 2.700-2.500 a.C. La storia di Olbia attraversa i secoli e i millenni a partire dalle numerose civiltà che hanno fiorito sul suo territorio: dal periodo nuragico, testimoniato dalla presenza sul territorio di numerosi resti caratteristici a forma di torre, pozzi sacri, villaggi e sepolture megalitiche, fino al periodo fenicio e greco.
L’origine del nome Olbia deriverebbe proprio dal greco òlbios, ossia “felice”, “prospero” che attesta l’idea di una terra florida e feconda già in età antica. Terra che vide anche insediamenti Cartaginesi, di cui, ancora oggi, sono visibili i resti delle antiche mura, e che poi fu oggetto della conquista Romana, nel 238 a. C. È proprio in epoca romana che Olbia si espande, con grandi opere pubbliche come il Foro, le Terme e l’Acquedotto.
Infatti è in questo determinato periodo che Olbia si afferma non solo come città commerciale ma soprattutto come una importante base navale militare, rafforzando storicamente la sua identità portuale. Alla caduta dell’impero romano il periodo vandalico e bizantino e ancora l’importante fase del Giudicato di Gallura dall’XI al XIII secolo di cui Olbia (denominata Civita) costituiva la sede di residenza privilegiata.






