Chi siamo

La nostra storia

Il servizio tecnico-nautico di ormeggio, svolto in coordinamento con la Capitaneria di Porto, è un’attività di pubblica utilità, indispensabile ed essenziale, in quanto garantisce la sicurezza di persone, navi, merci, infrastrutture e ambiente.

I porti sono sistemi complessi che si sono evoluti nel tempo. Gli ormeggiatori, anche grazie ad un elevato livello di formazione specifica hanno sviluppato una professionalità e tecniche marinaresche sempre più avanzate, per gestire l’attracco di navi di sempre maggiori dimensioni e dotate di sofisticate tecnologie.

La storia del Gruppo Ormeggiatori di Olbia risale agli anni ‘40 del Novecento, quando ancora il servizio di ormeggio non era codificato e si svolgeva senza regolamentazione, come ausilio ai piroscafi e alle navi che caricavano e scaricavano merci e materie prime.

La costituzione del Gruppo si deve alla propositività e all’intraprendenza di una famiglia: la famiglia Caocci.
Il capostipite, Vittorio Caocci, all’epoca prestava il suo lavoro come guardiano notturno delle navi ospitate in porto e supportava le manovre di attracco con una barca a remi. La sua efficienza e la sua perizia marinaresca vennero notate dal Comandante della Capitaneria di Porto che lo chiamò per proporgli di costituire una squadra specializzata nell’attività di ormeggio.

Vittorio accettò la sfida e coinvolse con entusiasmo in questa avventura imprenditoriale buona parte della famiglia. Fu così che nel 1948 vennero iscritti nel primo Registro Ufficiale Ormeggiatori del Porto di Olbia i 4 fratelli Caocci: Battista, Giovanni, Mario e Raimondo.

A questi primi ormeggiatori ante litteram si unirono successivamente al Gruppo nel 1963 altri 3 membri della famiglia Caocci, iscritti come ormeggiatori effettivi.
I tre fratelli però risultavano già iscritti nel Registro “ormeggiatori occasionali” dal 1952: i fratelli Pietrino, Salvatore e Ottavio.

Impegno e passione per l’attività di ormeggio contraddistinsero questi giovani pionieri dell’ormeggio: si narra che Pietrino, pur avendo subito una grave mutilazione a una mano che lasciò integro solo un dito, e per questo soprannominato Capitan Uncino, continuasse a svolgere con energia e competenza tutte le manovre previste dal servizio.

Il Gruppo allora, non avendo ancora una propria sede, attendeva le navi nei pressi della stazione marittima, all’epoca adiacente all’attuale molo 7 dell’Isola Bianca: alla banchina attraccava il cosiddetto traghetto Quindicinale della Tirrenia, che già dagli anni ’30, a seguito della realizzazione della “nuova” stazione marittima, aveva indirizzato il traffico verso il porto di Olbia.

Nel 1972 nel porto di Olbia venne bandito il primo concorso ufficiale con l’entrata di nuovi 4 membri nel gruppo e da allora il Gruppo cresce.

Negli anni 90 il traffico dal porto interno incentrato tra molo Brin e Molo Vecchio si sposta al porto Isola Bianca, con una variante di movimento industriale del porto “Cocciani”. L’attuale sede della Cooperativa Ormeggiatori del Porto di Olbia è all’interno del moderno edificio che domina il pontile Isola Bianca e che ospita anche alcuni uffici della Capitaneria di Porto e della locale corporazione dei piloti.

Il Gruppo, nello svolgimento di tutte le mansioni previste dal servizio, è impegnato e specializzato anche nella gestione dei “giganti del mare”: le nuove meganavi di Moby Lines e di altre importanti compagnie come Grimaldi, GNV, MSC, Costa Crociere, Royal Caribbean, Sardinia e Corsica Ferries. Inoltre presso la banchina n. 9 il Gruppo presta servizio di ormeggio anche per unità speciali: megayacht e navi militari, compresi i sommergibili.

Importante anche l’attività sul fronte industriale presso il porto Cocciani dove attraccano le navi porta container della società Grendi, e navi da carico che trasportano soprattutto marmo, granito e altre rinfuse solide.

Un servizio non stop: 365 giorni l’anno 24 ore su 24

Al Porto di Olbia attraccano e salpano ogni giorno navi passeggeri, navi mercantili, navi Ro-Ro e navi di quasi tutte le tipologie e dimensioni sempre più grandi. Grazie al lavoro incessante del personale di ormeggio: 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno, a volte in condizioni meteorologiche estreme, gli ormeggiatori  garantiscono che tutte le operazioni possano essere condotte in totale sicurezza.

Professionalità, abilità marinara, coraggio e prontezza sono solo alcune delle competenze richieste per svolgere attività che a volte mettono a rischio anche la vita.
Gli ormeggiatori svolgono anche un servizio pubblico all’interno del porto e nella rada, cioè operano alla stregua di un ente interno della pubblica  amministrazione, senza un aggravio di costi per la collettività.
L’Amministrazione Marittima, infatti, impiega gli ormeggiatori come personale di supporto, soprattutto in caso di emergenza. I compiti degli ormeggiatori e dei barcaioli sono volti a garantire la sicurezza sotto tutti gli aspetti: sicurezza marittima, intervento specializzato sulle navi e sui loro equipaggi in caso di pericolo o necessità, per proteggere la vita umana in terra e in mare, la sicurezza delle infrastrutture portuali, delle coste e dell’ambiente.

Queste attività possono essere eseguite solo da personale qualificato, formato, certificato dall’Autorità Marittima.
I servizi comprendono le operazioni generali di ormeggio, disormeggio, movimentazione ed assistenza delle navi nell’area portuale e negli spazi adiacenti, anche attraverso l’integrazione con altri servizi tecnico nautici esistenti, per soddisfare gli interessi complessivi della sicurezza portuale e della navigazione, e per proteggere le infrastrutture portuali, le persone e l’ambiente. La complessità dell’area portuale, che integra aree multifunzionali in spazi chiaramente strutturati, fa sì che la navigazione all’interno del porto richieda la massima attenzione e una vasta esperienza professionale.

La qualità del lavoro è testimoniata dal fatto che nel corso degli anni il gruppo Ormeggiatori del Porto di Olbia ha ricevuto certificazioni relative al sistema di qualità ISO 9001 e le varie certificazioni ottenute per la formazione continua che gli ormeggiatori frequentano da oltre un decennio.