Il servizio tecnico-nautico di ormeggio, svolto in coordinamento con la Capitaneria di Porto, è un’attività di pubblica utilità, indispensabile ed essenziale, in quanto garantisce la sicurezza di persone, navi, merci, infrastrutture e ambiente.
I porti sono sistemi complessi che si sono evoluti nel tempo. Gli ormeggiatori, anche grazie ad un elevato livello di formazione specifica hanno sviluppato una professionalità e tecniche marinaresche sempre più avanzate, per gestire l’attracco di navi di sempre maggiori dimensioni e dotate di sofisticate tecnologie.
La storia del Gruppo Ormeggiatori di Olbia risale agli anni ‘40 del Novecento, quando ancora il servizio di ormeggio non era codificato e si svolgeva senza regolamentazione, come ausilio ai piroscafi e alle navi che caricavano e scaricavano merci e materie prime.
La costituzione del Gruppo si deve alla propositività e all’intraprendenza di una famiglia: la famiglia Caocci.
Il capostipite, Vittorio Caocci, all’epoca prestava il suo lavoro come guardiano notturno delle navi ospitate in porto e supportava le manovre di attracco con una barca a remi. La sua efficienza e la sua perizia marinaresca vennero notate dal Comandante della Capitaneria di Porto che lo chiamò per proporgli di costituire una squadra specializzata nell’attività di ormeggio.
Vittorio accettò la sfida e coinvolse con entusiasmo in questa avventura imprenditoriale buona parte della famiglia. Fu così che nel 1948 vennero iscritti nel primo Registro Ufficiale Ormeggiatori del Porto di Olbia i 4 fratelli Caocci: Battista, Giovanni, Mario e Raimondo.









